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Thunder Road – Bruce Springsteen

Aggiornato il 2 Dic, 2022 | Words and Music |
Thunder Road

Se chiedi ai fan di Bruce Springsteen quale sia la sua canzone più bella, riceverai tante risposte diverse. Ma se chiedi loro a quale siano più legati affettivamente, in tanti ti risponderanno Thunder Road, la canzone che apre il suo leggendario album del 1975, Born To Run. La sua splendida melodia basata su un tema di pianoforte, il suo testo così significativo, intriso di vita e di speranza, la magia che ha sempre accompagnato le sue esecuzioni dal vivo, hanno reso Thunder Road il brano del cuore per eccellenza per i tanti amanti della musica di Springsteen. Thunder Road ha preso in prestito il nome da un vecchio film del 1958, diretto da Arthur Ripley ma scritto, prodotto e interpretato da Robert Mitchum (titolo italiano: Il Contrabbandiere). Il brano ha però avuto una genesi travagliata, al punto che, inizialmente, avrebbe dovuto essere pubblicato con un altro titolo: Wings For Wheels.

ALI PER RUOTE

L’embrione di Thunder Road nacque in una versione che Springsteen aveva deciso di chiamare Wings For Wheels, titolo ricavato da uno dei versi più significativi della canzone: “I’m gonna trade your wings for wheels”. Per completezza è giusto ricordare che altre due bozze di canzoni di quel periodo, Chrissie’s Song e Walking In The Street, avevano contribuito a formare Wings For Wheels e, indirettamente, la definitiva Thunder Road. Le sonorità di Wings For Wheels ricordavano quelle di The Wild, The Innocent & The E Street Shuffle e mostravano, sia nelle scelte strumentali sia nell’interpretazione vocale, la rivelante influenza di Van Morrison. In quella versione, e soprattutto nel finale strumentale, erano forti anche i richiami alle sonorità ispaniche, sull’onda di altre canzoni di quel periodo, prima fra tutte Rosalita (Come Out Tonight). Una scelta stilistica confermata dal nome “latino” che Springsteen aveva dato al personaggio femminile: Angelina. Sul passaggio verso la definitiva Thunder Road ebbe forte influenza Jon Landau, allora neo manager di Springsteen e co-produttore dell’album, che convinse Bruce a spostare il sound della canzone verso arrangiamenti meno caotici e un rock più definito, sfruttando anche l’arrivo di Max Weinberg alla batteria e di Roy Bittan al pianoforte.

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Da Sandy e Rosie a Mary

Ma perché scambiare ali per ruote? Il protagonista di Thunder Road (leggi la traduzione qui) si rivolge a Mary per proporle la fuga da un posto che non è in grado di mantenere la promessa di un sogno. Un sogno di vittoria, come dichiara il ragazzo nel trionfante verso finale. Una promessa già presente in 4th Of July, Asbury Park (Sandy) e Rosalita (Come Out Tonight). Nella prima il protagonista si rivolgeva a Sandy, esortandola ad andarsene da una Asbury Park che concedeva solo vita routinaria, senza sbocchi. Nella seconda il protagonista, con la promessa del rock, intendeva strappare Rosie dal destino già scritto di una famiglia che la imprigionava. Thunder Road diventò il momento decisivo di quel progetto di fuga. Non più le sole intenzioni, non un’idea, ma una proposta definitiva che si concretizzava nel breve tragitto che separava la porta della casa della ragazza dalla portiera dell’auto del protagonista/narratore.

Le canzoni gemelle

D’altra parte, da sempre Thunder Road è vista in parallelo con la coetanea Born To Run, che effettivamente ne rappresenta una sorta di canzone gemella. Entrambe prospettano a una ragazza la possibilità di fuggire da luoghi che limitano le prospettive. Nella title track troviamo una città che ti strappa le ossa dalla schiena, nella quale si rischia la vita sopra macchine da suicidio, con autostrade intasate da ragazzi giunti ormai alla loro ultima occasione. In Thunder Road vediamo una città piena di perdenti, nella quale i ragazzi lasciati da Mary si disperdono nel vento, dopo aver incendiato le loro Chevrolet. I protagonisti delle due canzoni chiedono alle due ragazze, Wendy e Mary, di salire in macchina e di andarsene. I punti d’arrivo sono il sole per la prima e la terra promessa per la seconda, entrambi simboli di una realizzazione nella vita.

Differenze

Nei messaggi traghettati dalle due canzoni, però, ci sono alcune differenze, seppur sottili. In Born To Run troviamo più solennità nella prospettiva di camminare un giorno nel sole, vivendo l’amore più alto, un amore che viene definito selvaggio e folle. L’obiettivo definitivo in Born To Run è la fuga per amore. In Thunder Road, invece, il tema dell’amore rimane più nascosto. Mentre Wendy è la ragazza di cui il protagonista è follemente innamorato (“ti amerò con tutta la follia che ho nell’anima”), Mary sembra più semplicemente la ragazza della porta accanto con cui il protagonista vuole intraprendere il viaggio di fuga, andandosene da una città di perdenti in cui i ragazzi sembrano solo adeguarsi a una vita da comprimari. Born To Run rimane ancora un passo indietro nell’idea di fuga. C’è una promessa, ma nell’attesa bisogna accettare di correre e di rischiare. In Thunder Road tutto è pronto: serve solo che Mary salga sull’auto del ragazzo. Una sorta di “se sei pronta, si parte. Adesso!”

Conosciamo Mary

Un’altra differenza tra le due canzoni è la profondità nella descrizione della figura femminile. In Born To Run Springsteen descrive l’amore per Wendy, ma non ci dice niente della ragazza. Non sappiamo niente di lei, se non quello che il protagonista le propone. In Thunder Road, invece, abbiamo una serie di elementi descrittivi che ci dipingono Mary, una ragazza dal presente difficile e dalla vita sentimentale disordinata. Lei si nasconde sotto le coperte nella sofferenza, tentando di dimenticare i ragazzi con cui è stata e gettando nella pioggia le rose che le avevano regalato. Mary, però, vive nella speranza e nel sogno. L’elemento di speranza è nell’attesa di un redentore che la salvi da quella situazione. Il sogno è tutto nella prima splendida immagine della canzone, in cui lei balla lungo la veranda come una visione sulla musica di Roy Orbison, sognando un futuro diverso dal suo squallido presente. Di Mary sappiamo anche che non è una bellezza da copertina, ma una semplice ragazza di quartiere. E’ persino laureata, ma evidentemente con poche prospettive. Lo capiamo dal fatto che la sua toga universitaria è stata stracciata dai ragazzi che l’hanno inseguita e che ancora oggi la cercano.

Promesse infrante

Così come il successivo album Darkness On The Edge Of Town arriverà a smascherare le bugie insite nei sogni di Born To Run, nello stesso modo una canzone scritta nel periodo di Darkness, anche se non inclusa nell’album, andrà a rappresentare il sequel drammatico di Thunder Road. Si tratta di The Promise, che peraltro cita Thunder Road nel suo testo. Proprio l’elemento della promessa è centrale nel confronto tra le due canzoni. In entrambe si citano le “broken promises”. Ma mentre in Thunder Road il termine broken assume il significato più positivo di mantenute, in The Promise quel termine prende l’accezione più negativa di qualcosa che è stato spezzato, quindi non mantenuto. The Promise, infatti, narra le vicende di giovani uomini che, dopo quella fuga giovanile, si sono scontrati con i fallimenti dei loro progetti e si sono ritrovati a fronteggiare una realtà molto più dura.

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NOTE LEGGENDARIE

Bruce Springsteen ha spesso ricordato che Thunder Road fu scelta come brano d’apertura di Born To Run perché rappresentava un invito a muoversi. La scelta di iniziare il brano con un’introduzione musicale di pianoforte e armonica seguiva questo significato. Un inizio dolce che preludeva l’avvio di un nuovo giorno, di qualcosa che stava per cominciare. Anche quando la base ritmica, retta da Max Weinberg e Garry Tallent, entra con il suo andamento veloce, il pianoforte di Bittan resta centrale nel dettare le melodie, al punto che nella registrazione rimane decisamente più alto nei volumi. Bittan del resto ricama per tutto il brano scale, passaggi armonici e virtuosismi che impreziosiscono una canzone già destinata al mito. Anche l’unica chitarra presente, suonata dallo stesso Springsteen, non si limita all’accompagnamento ritmico ma esegue diversi inserti e riff. A ben vedere Thunder Road è molto più complessa della bella canzone melodica che potrebbe sembrare. I numerosi stacchi di batteria, le scale e i riff di pianoforte e chitarra la rendono una canzone tutt’altro che standard. Anche la struttura del brano è particolare. Non è la sequenza classica strofa-ritornello-inciso della ballata rock, ma un susseguirsi di diversi giri con alcune variazioni sul tema. La voce di Bruce, ancora ispirata allo stile di Van Morrison ma con un corpo più maturo rispetto ai primi due album, in alcuni punti è accompagnata dal controcanto di Stevie Van Zandt, presente solo alla voce e non sullo strumento. Al termine della canzone una coda strumentale solenne, divenuta uno dei momenti più importanti dell’intera discografia springsteeniana e dei concerti dal vivo, vede inseguirsi e poi sovrapporsi il pianoforte di Roy Bittan, la chitarra di Springsteen e il sassofono di Clarence Clemons.

Curiosità

La versione originale di Thunder Road ha rappresentato, con poche varianti, l’esecuzione full band dal vivo nella maggior parte dei tour di Springsteen con la E Street Band. Un brano suonato spesso al centro della scaletta, in un certo periodo abbinata a Racing In The Street. Poi, nel tempo, Thunder Road è stata spostata in fondo alle setlist, a chiudere i concerti, in versioni sensibilmente più lente e ancora più solenni. L’assolo finale di sassofono, che non entrò più da subito nella coda strumentale ma solo dopo un primo giro di chitarra, pianoforte e organo, acquisì anche il significato di profonda unione tra Springsteen e Clemons, che partendo dagli estremi opposti del palco, alla fine si univano in un abbraccio (e spesso in un bacio), simbolo di amicizia interrazziale. Thunder Road è stata proposta dal vivo anche in due versioni alternative. Nella prima il cantato e la parte di armonica di Bruce erano accompagnati solo dal pianoforte di Bittan e dal glockenspiel di Danny Federici (in particolare nel tour di Born To Run, come si può sentire sia nel Live ’75-85, sia nel registrazione del concerto di Hammersmith a Londra nel 1975). Nella seconda versione Bruce si è accompagnato alla chitarra acustica, non solo nei tour da solista, ma anche quando l’ha suonata come ultimo bis, una volta congedata la band alla fine dei concerti.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Thunder Road di Bruce Springsteen?
  • Cosa pensi di tutti i collegamenti che ho tracciato con le canzoni che l’hanno preceduta e quelle che l’hanno seguita?
  • Il desiderio di fuga da qualcosa che vincola e la presenza di un compagno o di una compagna di viaggio? Non necessariamente un viaggio su quattro ruote, anche metaforicamente il desiderio di cambiamento. Hai qualcosa da raccontare?
  • Anche Frank, il protagonista del mio romanzo Coupe DeVille, fugge ma lo fa in solitudine. Forse questo sarà il suo principale problema. Hai letto Coupe DeVille? Clicca qui per tutte le info (sinossi, recensioni, piattaforma di acquisto).

 

Dario Migliorini

 

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

4 Commenti

  1. corrado.colantuoni

    Non so dire se è la canzone più bella in assoluto anche se entrerebbe sicuramente di diritto in una mia top ten delle canzoni di Bruce. E’ di sicuro la canzone più emozionante e che di più fa vibrare le corde del mio cuore. Preferisco la versione acustica con solo chitarra e armonica e un sottofondo di tastiere come quella splendida di In Concert MTV Plugged. Complimenti per la solita splendida recensione.

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    • Dario Migliorini

      Io invece è quella che amo di meno. A parte quella full band, adoro quella con pianoforte, glockenspiel e armonica dei primi anni. Del resto io sono un amante del pianoforte e sono piuttosto freddo sull’uso delle tastiere sintetizzate, quindi è una preferenza logica. Grazie come sempre per i complimenti, ho voluto approfondire le differenze con Born To Run, perché spesso vengono sovrapposte.

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  2. anna maria

    con il mio nuovo mouse, 3 euri! su amazon, copio e incollo il post che avevo mandato qualche giorno fa nel gruppo.
    così almeno rimane, visto che è stato molto apprezzato.

    LA GRANDEZZA DI UN POETA CONCENTRATA IN UNA SOLA PAROLA. “SO MARY CLIMB IN” poteva dire “vieni, sali, entra” e invece sceglie “SALTA dentro” tutta l’incoscienza, l’impazienza della giovinezza sono racchiuse in quel “CLIMB IN” e c’è qualcosa di magico nell’aver scoperto, dopo 50 anni da allora, che un ragazzone americano avesse immaginato e descritto così bene anche la mia storia. grazie bruce, a nome di tutte le mary di allora che hanno avuto il coraggio di “CLIMB IN”!!!

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    • Dario Migliorini

      l’avevo letto e penso anche commentato. Brava. Come hai letto nella mia recensione, la tua osservazione ben si sposa con il punto di vista che ho sottolineato: a differenza di altre canzoni in cui la fuga è un progetto, è un’idea, è un’intenzione, in Thunder Road la proposta è immediata. Mary deve solo uscire di casa, percorrere il vialetto, arrivare alla macchina e, appunto, saltare su…

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