Tracks, Bruce Springsteen

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Scritto e pubblicato da

Dario Migliorini

Tracks è una raccolta del 1998 nella quale Bruce Springsteen ha raccolto tante canzoni registrate ma mai pubblicate su album ufficiali in studio. Allargando il concetto, ho deciso di raggruppare nella sezione Tracks non solo le canzoni ricomprese in quella voluminosa raccolta, ma anche tutte le canzoni che non hanno trovato collocazione nei 20 album ufficiali, ma sono rientrate in raccolte successive. La discografia di Bruce Springsteen, mezzo secolo di storia e di letteratura rock, è tra le più corpose della musica popolare. Springsteen ha composto centinaia di canzoni: a giugno 2021 se ne contano circa 340. Di queste circa 120 appartengono alla categoria Tracks, intesa nel significato più ampio. Alcune hanno rappresentato eventi a sé stanti (per esempio i bellissimi episodi per il cinema come Streets Of Philadelphia, Dead Man Walking, Missing e The Wrestler), ma per gran parte sono outtakes, canzoni escluse dagli album ufficiali, pubblicate successivamente nelle raccolte e nei cofanetti celebrativi. Siamo probabilmente di fronte a un primato assoluto.

GIOIELLI NASCOSTI E SVELATI

Fino alla fine del secolo scorso la discografia di Bruce Springsteen era ufficialmente composta dalle canzoni pubblicate sugli album in studio. Solo in poche di occasioni (il cofanetto Live 1975-85, il live MTV UnPlugged e la raccolta Greatest Hits) avevano “formalizzato” la presenza di alcune canzoni mai pubblicate prima, come ad esempio Paradise By The C, Fire, Seeds, Light Of Day, Red Headed Woman, Murder Incorporated, The Wish, Secret Garden, Blood Brothers e This Hard Land). Prima di allora, in realtà, il folto pubblico springsteeniano aveva già appreso dell’esistenza di decine e decine di canzoni mai pubblicate, ma spesso suonate dal vivo oppure rimaste incise su qualche master finito nei cassetti. Lo aveva fatto grazie all’incredibile sviluppo del mercato dei cosiddetti bootleg, ossia delle registrazioni non autorizzate. Esse provenivano spesso da registrazioni artigianali di scarsa qualità realizzate dal pubblico stesso, ma in molti casi si trattava di registrazioni live con una sorprendente qualità audio o, addirittura, di registrazioni in studio misteriosamente “scappate” dal controllo delle case discografiche.

L’arrivo di Tracks

Con la raccolta Tracks del 1998 Springsteen diede finalmente ai suoi fans la possibilità di possedere in via ufficiale buona parte della discografia fino ad allora rimasta sommersa, composta in prevalenza dalle outtakes degli album ufficiali, ma anche da versioni alternative di pezzi che erano stati lanciati in altra forma. Da quel momento gli springsteeniani hanno potuto ascoltare molte canzoni o versioni di cui fino ad allora avevano solo letto nelle antologie, salvo, come detto, essere venuti in possesso di bootleg. Si aprì un nuovo mondo, soprattutto si scoprì che Springsteen aveva “scartato” dagli album ufficiali canzoni altrettanto belle e significative. Scelte che Bruce aveva preso semplicemente perché alcune canzoni si inserivano meno profondamente nella “trama” del disco in formazione. Fu così che brani splendidi come Rendezvous, Heart Of Stone, Restless Nights, Roulette, Loose Ends, Shut Out The Light, Back In Your Arms (solo per citarne alcune tra le più belle) vennero tolte dalla polvere dei cassetti e consegnate alla storia della musica.

Ma mancava ancora qualcosa

Ormai giunti all’inizio del nuovo millennio, però, i sostenitori più attenti di Bruce Springsteen si chiesero che fine avessero fatto una serie di altre canzoni di cui si conosceva l’esistenza ma che non erano state pubblicate nella pur corposa edizione di Tracks e del ridotto 18 Tracks, in cui erano finalmente comparse The Promise, che molti consideravano la fondamentale chiusura di quel cerchio che Springsteen aveva iniziato a tracciare con Thunder Road, e The Fever, piccolo gioiello tra il blues e il soul. Era noto, per esempio, che la splendida Because The Night, regalata a Patti Smith per un successo planetario, fosse stata registrata in studio da Springsteen, inizialmente destinata a rientrare nella tracklist di Darkness On The Edge Of Town. Inoltre erano già care ai fans di mezzo mondo, benché solamente tramite i bootleg, canzoni di notevole portata artistica come None But The Brave e Code Of Silence. Infine era arcinoto a pubblico e critica che la genesi di Darkness On The Edge Of Town e di The River aveva portato Springsteen a scrivere decine e decine di altre canzoni di cui si era persa traccia (almeno ufficiale). La pubblicazione dei cofanetti celebrativi dei due storici album tolse l’ultimo velo su questi misteri.

Le ultime (prime) chicche

In due occasioni più recenti Springsteen ha completato la pubblicazione ufficiale della sua incredibile produzione musicale con la raccolta Chapter And Verse e, nel modo più inatteso, proprio un suo album ufficiale, Letter To You. Con Chapter And Verse Springsteen ha risposto alla frequente richiesta di tanti ammiratori di poter ascoltare almeno alcuni dei primissimi brani scritti dal giovanissimo Bruce nel corso della sua militanza con i Castiles, gli Steel Mill e la Bruce Springsteen Band. In Letter To You, invece, sorprendendo tutti, Springsteen ha incluso tre brani di inizio carriera, esclusi ai tempi dagli album ufficiali, ma troppo belli e significativi per rimanere nell’oblio. La particolarità di questi brani è che non sono stati proposti nella loro registrazione originaria, ma suonati da Springsteen e dalla E Street Band nel 2020, ossia quasi mezzo secolo più tardi. Per questo motivo, queste tre canzoni (Janey Need A Shooter, If I Was The Priest e Song For Orphans) rientreranno sul mio blog nell’album di appartenenza (Letter to You) e non nella categoria Tracks.

IL GRANDE ROMANZO AMERICANO SI COMPLETA

Grazie alle Tracks springsteeniane (in senso lato) la ciclopica produzione artistica di uno dei più grandi e prolifici cantautori della storia del rock e del folk si è completata. Le circa 120 canzoni che rientrano in questa categoria confermano quanto Bruce Springsteen sia stato capace di comporre con la sua discografia un unico grande romanzo americano. Storie di crescita umana che si intrecciano intorno alla vita di Bruce stesso, che in qualche modo è l’indiscusso protagonista. Ma la capacità di Springsteen è stata di scrivere tante storie di uomini comuni, storie che non hanno espresso una morale, ma semplicemente ci hanno indotto a pensare e a costruire un nostro pensiero sull’esistenza e i suoi mille problemi. Anche molte outtakes confermano questo grande pregio. E consentono di affermare che Springsteen, lungi dal concedersi un lusso, ha spesso scartato canzoni dai suoi album solo ed esclusivamente per motivi di contenuto lirico. Canzoni come Because The Night, Roulette, The Promise e None But The Brave, solo per citarne alcune, non avrebbero solamente fatto parte di grandi album, ma ne avrebbero potuto rappresentare singoli di notevole successo.

 

Dario Migliorini

 

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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