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Traduzione For You – Bruce Springsteen

Aggiornato il 27 Mag, 2021 | Words and Music |

Traduzione di FOR YOU – Bruce Springsteen

 

Leggi qui la mia recensione di For You

 

PER TE

Lei mi manda cartoline da principessa con i suoi saluti

Gli occhi della stanza del bar illuminano posti liberi, per vederla devi guardare con molta attenzione

Ferito gravemente in battaglia, rimango al mio posto come un soldato senza paura di fronte al suo sorriso da gatta Cheshire.

Resterò in coda, lei è tutto quello che ho sempre desiderato

Ma tu alzi i tuoi muri tristi perché questo non succeda, tienimi i tuoi guardaspalle fuori dai piedi

Non mi daresti nemmeno il tempo di fare i miei passi

Hai detto: “Eccoti il tuo specchio e i tuoi giochini”

Ma non sono venuto per queste cose, e sono sicuro che lo vedi da sola

 

Sono venuto per te, per te, sono venuto per te, ma tu non avevi bisogno della mia urgenza

Sono venuto per te, per te, sono venuto per te, ma la tua vita è stata tutta una lunga emergenza

E mi urge vedere cosa c’è nei tuoi pensieri e liberare le mie scariche elettriche.

 

Trascinata nella mia ambulanza, le tue pulsazioni si fanno più deboli

Confessami tutto ora, ragazza, finché hai la forza di parlare

Perché ti aspettano a Bellevue con le loro maschere ad ossigeno

Ma io potrei darti tutto ciò di cui hai bisogno ora, se solo tu me lo chiedessi.

E non chiamare il tuo medico anche se lui dice che è troppo tardi ora

Stavolta non sono i tuoi polmoni, ma il tuo cuore che ha in pugno il tuo destino

Non restituirmi i miei soldi, tesoro, non li voglio indietro

Tu e la tua faccia da pony e la tua bandiera inglese,

Prendi il tuo buffone e insegnagli come ci si comporta

Giuro che non sono mai stato messo così male neppure quando ero a pezzi

 

Non pensavi io sapessi che tu sei nata con la forza di una locomotiva, capace di saltare i palazzi in un solo balzo?

E il tuo suicidio di Chelsea senza apparente motivo, potevi ridere e piangere allo stesso tempo.

 

E la tua forza è devastante di fronte a tutte queste difficoltà

Ricordi come ti ho fatta aspettare quando era il mio turno di fare il divo?

 

Non eri neppure la metà orgogliosa rispetto ad ora quando ti ho trovata sbandata sulla spiaggia

Ricordi come sparsi del sale sulla tua lingua e rimasi appena fuori portata

E la band suonava quel tema del bentornato a casa mentre ti carezzavo la guancia

Quella melodia stonata, spezzettata mi è rimasta appiccicata come una sanguisuga.

Ma quella medaglia che portavi sul petto ti faceva sembrare una piccola ragazzina con un trofeo così tenero da spianarti la strada

Eravamo entrambi autostoppisti, ma il tuo orecchio sentiva solo il rombo di buoni motori su una lontana spiaggia straniera

Così te ne sei andata per trovare una ragione migliore di quella per cui vivevamo

E non è per quella boccuccia da bambina che sono tornato

Non è per come stavi sdraiata sul pavimento

Perché ho sfondato tutte le tue finestre e abbattuto tutte le porte

E chi sono io per chiederti di leccare le mie ferite?

E dovresti sapere che è la verità

 

Sono venuto per te, per te, sono venuto per te, ma tu non avevi bisogno della mia urgenza

Sono venuto per te, per te, sono venuto per te, ma la tua vita è stata tutta una lunga emergenza

E io ho bisogno di vedere cosa c’è nei tuoi pensieri, per scaricare la mia elettricità

 

Traduzione di Dario Migliorini

 

Leggi qui la mia recensione di For You

 

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Dario Migliorini

Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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