Traduzione Lady In Black, Uriah Heep

di Dario Migliorini
Traduzione Canzoni | Traduzione Rock Europeo

Signora in nero

 

Lei venne da me una mattina
Una solitaria domenica mattina
I suoi lunghi capelli fluenti
Nel vento del mezzo inverno
Non so come lei mi trovò
Perche stavo camminando nel buio
E la distruzione era attorno a me
Per una battaglia che non potevo vincere
Ah ah ah …

Mi chiese di nominare il mio nemico
Io dissi che era il bisogno per certi uomini
Di combattere e uccidere i loro fratelli
Senza il pensiero dell’amore e di Dio
E io la pregai di darmi dei cavalli
Per calpestare i miei nemici
Era così entusiasta la mia passione
Di divorare questo spreco della vita
Ah ah ah…

Ma lei non volle pensare a una battaglia che
Riduce gli uomini in animali
Così facile da iniziare
E ormai impossibile da finire
Perché lei, la madre dei nostri uomini
Che mi consigliava così saggiamente che poi
Ebbi paura di camminare da solo di nuovo
E le chiesi di restare
Ah ah ah …

O signora, dammi la mano piena
E lasciami restare qui al tuo fianco
Abbi fede e fiducia
Nella pace, lei disse
E riempì il mio cuore con la vita
Non c’é nessuna forza nei numeri
Non credere a un malinteso simile
Ma quando avrai bisogno di me
Accertati che non sarò lontana
Ah ah ah

Dopo aver parlato così, si allontanò
E sebbene non trovassi parole da dire
Rimasi a guardare finché non vidi
Scomparire il suo cappotto nero
Il mio lavoro non è più facile
Ma adesso so di non essere solo
Ogni volta trovo un cuore nuovo
Penso a quel giorno di vento
E se un giorno lei venisse da te
Bevi fino in fondo le sue parole così sagge
Prendi il coraggio da lei
Come tuo premio
E dille ciao da parte mia
Ah ah ah…

 

Ascolta la canzone

 

Leggi la traduzione di A Change Is Gonna Come, Sam Cooke

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Mi presento… … sono Dario Migliorini, nato a Codogno nel 1971 e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio.Amo la musica: il mio riferimento assoluto è Bruce Springsteen. Lo seguo dal 1985, l’ho visto dal vivo più di venti volte (persino a New York) e da tanti anni mi appassionano in particolare i suoi testi. La sua poesia, dovrei dire.

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