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Traduzione Telegraph Road – Dire Straits

Aggiornato il 4 Mar, 2021 | Words and Music |

TELEGRAPH ROAD (Dire Straits) – traduzione canzone

 

LEGGI QUI LA MIA RECENSIONE DI TELEGRAPH ROAD

 

LA STRADA DEL TELEGRAFO

Molto tempo fa dalla strada arrivò un uomo

Che aveva camminato per trenta miglia con una sacca sulle spalle

Posò il suo carico dove credeva fosse meglio

E costruì una casa in quel luogo selvaggio

 

Costruì una baracca e un deposito per l’inverno

E arò il terreno vicino alla riva del lago freddo.

E gli altri viaggiatori che arrivavano dalla stessa strada

Non proseguirono oltre, né tornarono indietro

 

Poi arrivarono le chiese, poi arrivarono le scuole

Poi arrivarono gli avvocati, poi arrivarono le leggi

Poi arrivarono i treni e i vagoni con i loro carichi

E la strada vecchia e polverosa era la strada del telegrafo

 

Poi arrivarono le miniere, poi arrivarono i minerali

Poi vennero tempi duri, poi ci fu una guerra

Il telegrafo cantava una canzone sul mondo circostante

La strada del telegrafo diventò così viva e così vasta

Come un fiume in tumulto

 

E la mia radio dice che stanotte gelerà

La gente torna a casa in auto dalle fabbriche

Ci sono sei corsie di ingorgo

In tre corsie si procede lentamente

 

Di solito mi piaceva andare a lavorare, ma hanno chiuso

Ho il diritto di lavorare, ma qui di lavoro non ce n’è

Sì, e dicono che dobbiamo pagare quello che è dovuto

Dobbiamo mietere il raccolto dei semi che sono stati piantati

 

E gli uccelli sui fili e sui pali del telegrafo

Possono sempre scappare da questo freddo e questa pioggia

Puoi sentirli cantare il loro codice telegrafico

Fino in fondo alla strada del telegrafo

 

Sai che vorrei dimenticarle presto, ma ricordo quelle notti

Quando la vita era solo una scommessa su una corsa tra le luci

Avevi la testa sulle mie spalle, la mano tra i miei capelli

Adesso sei un po’ più fredda, sembra che non te ne importi

 

Ma credi in me, ragazza, e ti porterò via

Fuori da questo buio e verso la luce del giorno

Da questi fiumi di fari, da questi fiumi di pioggia

Dalla rabbia che vive nelle strade con questi nomi

Perché ho passato ogni semaforo rosso lungo la via della memoria

Ho visto la disperazione esplodere in fiamme

E non voglio vederlo ancora

 

Da tutti questi cartelli che dicono “ci spiace ma siamo chiusi”

Fino in fondo alla strada del telegrafo

 

Traduzione di Dario Migliorini

 

LEGGI QUI LA MIA RECENSIONE DI TELEGRAPH ROAD

 

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Dario Migliorini

Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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