La festa d’addio
Guidava una Panhead Hard-tail del ’48
La prima volta che l’ho vista stava scivolando su un letto di chiodi
Sulla pelle sotto la manica sinistra sono fiorite tre rose
Abbiamo organizzato una festa d’addio alla stazione
Lì nell’ora della sua trasfigurazione
C’era un quinto di litro di tequila, un mazzo di azalee
Non sogniamo tutti una vita in un posto non toccato dai nostri fallimenti?
Abbiamo mescolato il nostro sangue nella sabbia
Ho trovato una casetta in Calle Grande
Abbiamo dormito su un letto di spiriti sfregiati e ossa contorte
La amavo come se fosse una malattia
Sono venuto strisciando sulle ginocchia, tesoro
Finché non mi hai fatto sprofondare fino alla vita e affogare nel tuo fiume di dubbi
Cambi nome e volto, ma qui le tue paure ti scovano
Arrivano come vecchi fantasmi nella notte
Ci conducono lontano dalla nostra luce benedetta
Per spogliare l’amore dei nostri veli oscuri
E lasciarci con nient’altro che sangue e pelle sotto le unghie
Stasera ho preso la tua moto del ’48, due calci e lei è partita
Sto correndo fuori sotto un baldacchino di stelle vuote
Tutto quello a cui penso sei tu, tesoro
Beh, quelle tre rose mi si ripresentano
Come te, io e quello che sarebbe potuto essere
Mi sto spingendo oltre i bar del deserto e le fattorie di lattuga
Il vento nel mesquite soffia impetuoso sulle cime delle colline direttamente tra le mie braccia
Ascolta The Farewell Party
Se ti è piaciuto questo articolo commentalo e condividilo sui tuoi profili Social!

0 commenti