Traduzione – The Needle And The Damage Done – Neil Young

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Dario Migliorini

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L’AGO E IL DANNO FATTO

Ti ho sorpreso che bussavi alla porta della mia cantina

“Ti voglio bene, caro, posso averne ancora un po’?”

Ooh, ooh, il danno fatto

 

Sono andato in città e ho perso la mia band

Ho visto l’ago prendersi un altro uomo

Andato, perduto, il danno fatto

 

Canto la canzone perché amo l’uomo

So che alcuni di voi non capiscono

Spillare sangue per non rimanere a secco

 

Ho visto l’ago e il danno fatto

Una piccola parte di esso in ognuno

Ma ogni drogato è come un sole al tramonto

 

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Dario Migliorini

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Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio e lavoro in banca, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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2 Commenti

  1. anna maria

    oh, grazie dario! sai che ce l’avevo questo disco, l’ho sentito per tanto tempo, ma non avevo idea di cosa significasse. a quei tempi non c’era google che ti forniva il testo con un click!
    è stato davvero un brutto periodo quello, mi ha sfiorato molto da vicino questa tragedia, sopra di me abitava una bella famiglia con 5 figli, erano compaesani di mio marito e avevamo una grande amicizia. non se la passavano tanto bene con tutte quelle bocche da sfamare e un solo stipendio da ferroviere, ma erano tutti bravi e ben educati.
    erano gli anni 70, anni di grandi rivoluzioni, di grandi sogni, che il sistema ha cercato di contrastare diffondendo la droga tra i ragazzi di quella generazione in prima linea contro il vecchio mondo.
    uno di questi ragazzi ha avuto la sfortuna di innamorarsi di una ragazza che si drogava e come succedeva spesso, con la presunzione, o forse la scusa, di aiutarla ad uscirne, c’è cascato anche lui.
    è stato un calvario anche per noi, che ogni tanto dovevamo intervenire per sedare le risse fra fratelli quando si accorgevano che gli era sparito qualcosa, una radio, un orologio, una catenina, quando la povera mamma scendeva da noi per chiederci un limone, nel migliore dei casi, o qualche soldo, nel peggiore.
    non è durato molto, è stato straziante come la mamma continuava a ripetere, e ne era convinta, che il figlio non era morto di droga, perchè stava disintossicandosi, ma per una malattia.

    Rispondi
    • Dario Migliorini

      Cara Anna Maria, quante storie terribili per la droga. Ho voluto mettere uno spot sulla droga anche in Coupe DeVille, perché non metterlo in una storia ambientata negli anni 70 sarebbe stato come nascondere la testa nella sabbia.

      Rispondi

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