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Tunnel Of Love, Bruce Springsteen

Aggiornato il 2 Set, 2022 | Words and Music |
Tunnel Of Love Bruce Springsteen

Tunnel Of Love è l’ottavo album in studio di Bruce Springsteen, pubblicato nel 1987, a circa quindici anni dal suo esordio discografico. Dopo il successo planetario di Born In The USA l’anno prima Springsteen aveva pubblicato un monumentale cofanetto live, denominato Live 1975/85, a chiusura non solo simbolica di quella prima fase della carriera. Tunnel Of Love aprì un nuovo ciclo, sia musicale che tematico, e lo fece in corrispondenza di determinanti e delicati cambiamenti tanto nella vita pubblica quanto in quella privata del suo autore. A condizionare l’esistenza, ma anche l’opera, della neo rockstar mondiale, infatti, arrivarono non solo la celebrità e la ricchezza, ma anche un’acuita sofferenza psicologica e, di conseguenza, l’instabilità nella relazione di coppia, tra un matrimonio appena celebrato e già finito e un nuovo importante flirt. Tunnel Of Love nacque in questo contesto ed è, senza dubbio, uno degli album più autobiografici della discografia springsteeniana.

UNA ROCKSTAR FORTE E FRAGILE

Parlare di Tunnel Of Love non può dunque prescindere dall’inquadramento della situazione personale di Springsteen. Dopo quindici anni di duro lavoro, di crescente successo ma anche di grandi sofferenze, Bruce si ritrovò, quasi inaspettatamente, ricco e proiettato nel firmamento delle grandi star mondiali della musica. In quegli anni aveva sposato l’attrice e modella Julianne Phillips, scelta che aveva portato molti a ipotizzare un’evoluzione di Springsteen più elitaria, immersa nelle iperboli dello star system. Una tendenza che sarebbe stata fortemente in contrasto con i temi sociali sulla gente comune e sugli emarginati affrontati da Springsteen nelle sue canzoni. Il matrimonio con la Phillips, però, non funzionò e intanto Bruce iniziò a frequentare Patti Scialfa, corista della E Street Band dal 1984. Patti aveva una provenienza, un excursus e un’immagine che sembravano appartenere molto di più al mondo da cui proveniva anche Bruce.

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Tra ricchezza e insoddisfazione

Tunnel Of Love vide la luce in quei frangenti. Dodici tracce che, con un paio di eccezioni, fanno riferimento più o meno diretto alle sue esperienze di vita. L’inizio dell’album è riservato a una piccola canzone acustica con ritmica rock’n’roll.  In Ain’t Got You Springsteen, con un testo leggero e forse un po’ banale, presenta la sua nuova condizione: ora ha tutto quello che si può avere (la ricchezza, il lusso) ma gli manca la cosa a cui più aspira: l’amore della donna amata. Un significato che contrasta decisamente con quello della terza traccia. In All That Heaven Will Allow il narratore/protagonista vive ancora nei suoi pantaloni da lavoro e non si strugge per ciò che gli manca. Al contrario accetta tutto quello che il destino gli concederà. Che si tratti ancora di Bruce è confermato da quell’indizio: pur nella ricchezza, lui non ha mai dismesso quegli working pants.

Prudenza e paura

Tra quelle due figure, nel mezzo troviamo il protagonista di Cautious Man, canzone trainata da un arpeggio di chitarra acustica, in cui la storia è narrata in terza persona. L’uomo prudente del titolo ha le parole amore e paura tatuate sulle dita. Una metafora: lui ama tantissimo la sua compagna, la sposa e costruisce il loro nido d’amore, ma prova molta paura. La paura di perdere il suo amore e, soprattutto, di cadere nella tentazione del tradimento. Del resto, che l’amore sia un viaggio colmo di emozioni ma anche pieno di tranelli ce lo dice la title track dell’album. Tunnel Of Love, uno dei brani più atipici rispetto al classico E Street sound, colmo di sintetizzazione e di effetti sonori, parla dell’amore come di una scorribanda al luna park, tra divertimenti e trucchi, tra misteri e inganni.

IL RAGAZZO DIVENTA UOMO

La seconda canzone narrata in terza persona si allontana sia dal filone musicale dominante nell’album, sia dal motivo autobiografico. Spare Parts, un intenso blues-rock elettrico, narra la vicenda di Janey, una ragazza che viene abbandonata mentre è incinta. Sentendo la mancanza della vita spensierata e giovane, pensa di abbandonare il figlio, ma alla fine decide di tenerlo e di crescerlo. Una storia che riconduce ad altre ragazze madri cantate da Bruce in I Wanna Marry  You e The price you Pay. L’altro brano che esce dal puro contesto di ménage coniugale è la bellissima ballata semiacustica Walk Like A Man. L’occasione è quella del matrimonio di Bruce, ma le intenzioni sono altre. Un ragazzo sente di diventare definitivamente uomo mentre cammina verso l’altare ma vede un altro uomo, suo padre, allora un eroe ai suoi occhi di bambino, oggi invecchiato come se gli siano stati rubati gli anni migliori.

Le difficoltà di una coppia

Tougher Than The Rest, una delle canzoni di maggior successo del disco, divenuta un vero classico anche grazie a una meravigliosa videoclip live, parla della parte più emozionale dell’amore. Lasciando in disparte problemi e ricordi, ansie e paure, qui troviamo due persone che flirtano, quando si incontrano a una festa. Il desiderio dell’uomo è di apparire agli occhi di lei come l’uomo che saprà darle l’amore più vero. Una sognante leggerezza che contrasta totalmente con i temi della sequenza di tre canzoni che parte da Two Faces e termina con One Step Up. Canzoni che abbracciano decisamente il tema autobiografico e che hanno come protagonisti una coppia in difficoltà e, in particolare, un uomo insicuro e incostante.

Travestimenti e tradimenti

Two Faces, brano semiacustico con ritmica battuta incessantemente sul bordo del rullante, parla del comportamento doppio, spesso ingannevole, che possono avere le persone. A parlare di se stesso è proprio Bruce, in un passaggio di forte spessore autocritico: un uomo che si mette davanti allo specchio e scopre di avere due diversi volti. Di tradimenti, sotterfugi e menzogne nell’ambito della coppia parla la bellissima Brilliant Disguise, una ballata rock basata su un tema di chitarra acustica. Il mascheramento brillante del titolo nasconde lo sfacelo della coppia: nessuno vuole ammetterlo e affrontarne le conseguenze, ma interiormente se ne è del tutto consapevoli. Chiude il trittico One Step Up, pezzo che si regge su un meraviglioso arpeggio di chitarra e una particolare ritmica, nel quale ritroviamo la coppia che affannosamente prova a recuperare alcune certezze nel proprio rapporto, ma che irrimediabilmente compie errori su errori, al punto di arretrare al posto che avanzare.

La solitudine e i timori di perdita

Chiudono l’album When You’re Alone e Valentine’s Day. La prima, brano dalle sonorità country folk, è la presa d’atto della solitudine che si vive dopo la fine di una storia d’amore. La conclusione a cui arriva il protagonista (è ancora Bruce!?) è piuttosto drastica: quando un amore finisce non c’è più verso di recuperarlo, ogni tentativo successivo sarà vano. Infine Valentine’s Day, delicato brano acustico a ritmo di tre quarti, è in qualche modo il contraltare di Cautious Man. Mentre in quest’ultima l’uomo teme la propria volubilità (“il seme del tradimento”), nell’ultima traccia del disco troviamo un uomo estremamente innamorato che prega perché la sua donna rimanga sempre con lui, chiamandola con il nome-simbolo per antonomasia dell’amore romantico.

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UN ALBUM BRUCE-CENTRICO

Sul lato musicale Tunnel Of Love compie un salto drastico verso le nuove sonorità più vicine al pop elettronico degli anni ’80. E’ vero che già Born In The USA aveva inaugurato l’utilizzo di strumentazione elettronica, limitatamente ad alcuni suoni di tastiere, ma l’album blockbuster del 1984 rimaneva un album dall’anima fondamentalmente rock, con un E Street Sound ancora pienamente salda e riconoscibile. Tunnel Of Love è invece un album semiacustico con due caratteristiche peculiari: da un lato ha nella chitarra acustica lo strumento dominante. Anche canzoni più strumentali come Spare Parts, Tunnel Of Love e Brilliant Disguise trovano la chitarra acustica a trascinare la ritmica insieme alla batteria e al basso. La perdita della caratteristica puramente acustica si ha nella corposa presenza di tappeti sintetizzati di organo, ma anche di alcuni suoni ritmici e melodici, oltre ad altri “rumori”, prodotti elettronicamente. Tunnel Of Love è anche il primo album in cui Springsteen suona, almeno in alcune canzoni, tutti gli strumenti, comprese le percussioni e il basso. È lui stesso a occuparsi perfino di alcuni effetti sonori computerizzati. Al contrario molti elementi della E Street Band sono accreditati solo in alcuni dei brani. Fa effetto, in particolare, notare che Clarence Clemons fu accreditato solo per i cori in When You’re Alone.

Curiosità

Dunque Tunnel Of Love vide per la prima volta Springsteen imbracciare tutti gli strumenti in un album strumentale (la stessa cosa era già avvenuta in Nebraska, ma si trattava di un album acustico da one man band). Contemporaneamente assistemmo all’emarginazione della E Street Band nel lavoro di incisione in studio. Se è vero che la pubblicazione dell’album fu seguita da una nuova monumentale tournée che vide impegnata la storica band a fianco del suo Boss, è altrettanto vero che i segnali di questo disimpegno dei vecchi amici musicisti nella costruzione del sound del nuovo album furono indizi inequivocabili di un nuovo percorso artistico che Springsteen voleva intraprendere. Un percorso, si scoprirà poco dopo, che per lungo tempo non avrebbe più previsto la presenza della E Street Band.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci l’album Tunnel Of Love di Bruce Springsteen?
  • Se conosci anche gli album precedenti, cosa pensi della grande differenza di sound che intercorre tra il primo album degli anni ’80 (The River) e l’ultimo di quel decennio (Tunnel Of Love)?
  • Tunnel Of Love è forse l’album più autobiografico in assoluto di Springsteen (al pari forse solo di Letter To You). Cosa pensi del fatto che un’artista scopra così apertamente le carte della sua vita tramite la sua arte?
  • Una curiosità. L’album ha lo stesso titolo di un famosissimo brano dei Dire Straits. Quando si verificano queste coincidenze, cosa ritieni sia meglio: lasciare che coesistano questi titoli sovrapposti o fare di tutto per evitarlo per non avere fraintendimenti?

 

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Dario Migliorini

 

 

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Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

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