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Walk Like A Man, Bruce Springsteen

Aggiornato il 25 Nov, 2022 | Words and Music |
Walk Like A Man

Il primo lato dell’ottavo album di Bruce Springsteen, Tunnel Of Love (1987), si chiude con la canzone Walk Like A Man, una ballata semiacustica dall’intenso sapore autobiografico, come gran parte dell’album, del resto. I riferimenti alla vita personale dell’autore sono fondamentalmente riconducibili a due aspetti in Walk Like A Man. Da un lato il primo matrimonio di Bruce con Julianne Phillips, sulle cui vicende più oscure si basa buona parte dell’album, è l’occasione per lui di ripensare alla sua maturazione come uomo. Dall’altro ritorna il rapporto di Springsteen con suo padre Douglas, un rapporto che Bruce, ormai adulto, stava cercando di recuperare dopo gli anni burrascosi di scontro generazionale e caratteriale. “Penso che eravamo semplicemente troppo della stessa pasta” cantava Bruce in Independence Day. Per questi motivi Walk Like A Man è uno dei momenti più alti di Tunnel Of Love, in tema lirico più ancora che sul versante musicale.

DA SOLO ALL’ALTARE

Se nell’album Tunnel Of Love e specialmente in canzoni come Two Faces, Brilliant Disguise e One Step Up, Springsteen ci porta coraggiosamente e con grande onestà nei meandri più foschi delle sue incertezze psicologiche e del suo matrimonio fallimentare, in Walk Like A Man ci troviamo in un momento precedente. Più precisamente, nel momento in cui Bruce si ritrova all’altare nella veste di sposo. Il suo obiettivo, però, non è celebrare quel momento di unione, né decantare la bellezza della sua sposa o l’amore per lei, mentre avanza lungo la navata centrale della chiesa. In quei pochi istanti passano davanti allo sposo gli anni della sua infanzia, fino alla sua maturazione adulta. In quei momenti ricorda il tempo che è passato da quando era bambino e in quella chiesa ci andava con la mamma a curiosare i matrimoni di altre persone. Ora, invece, all’altare c’è lui.

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Di famiglia in famiglia

Lui ora è un adulto ed è chiamato a camminare come un uomo, specie nel momento in cui va a formare un nuovo nucleo familiare. Prima di quella che lui sta formando, c’è però stata un’altra famiglia. E a condurla, oltre a una madre attenta e operosa, c’era un padre che il piccolo Bruce vedeva come un eroe, qualcuno di cui ricalcare le orme. Qualcuno che, però, successivamente è diventato una figura di scontro e di rottura (Adam Raised A Cain). Lo stesso poi divenuto simbolo di sofferenza (Factory). E infine una persona da cui staccarsi, come succede in Independence Day. Walk Like A Man (leggi la traduzione qui) arriva a chiudere un cerchio. Il legame con Independence Day, in particolare, è rafforzato dall’affiancamento di due versi. “Loro non faranno a me quello li ho visti fare a te” cantava in quella canzone Bruce, che oggi replica: “Io ero giovane e non sapevo cosa fare, mentre vedevo che ti venivano rubati i tuoi passi migliori”.

Cambia la prospettiva

Anche in Walk Like A Man troviamo lacrime e separazione. Ma non sono più lacrime di rabbia a causa delle incomprensioni o di sofferenza a causa dei lavori massacranti che il vecchio Doug doveva compiere per mantenere la famiglia. Ora troviamo lacrime di emozione che il padre piange sulla spalla del figlio. Anche in questa canzone c’è una separazione, ma non è più il doloroso addio al Saint Mary’s Gate, bensì un padre che lascia il figlio sull’altare perché lui intraprenda la sua strada e formi la sua famiglia. C’è soprattutto il momento in cui il figlio capisce che la distanza da suo padre era tutt’altro che incolmabile. Douglas è ormai anziano, le sue mani sono state rese ruvide da una dura vita di lavoro, i suoi giorni migliori sono stati rubati da una vita di insoddisfazioni e di depressione che lo hanno logorato.

Incertezze ed errori

Ora tra incertezze passate (“non pensavo che ci fossero così tanti passi che avrei dovuto imparare da solo”) e presenti (“mi sono successe tante cose che non capisco”), il figlio si appresta ad affrontare la sua vita da adulto. Ricorda quelle grandi impronte che seguiva da bambino sulla sabbia ma, nello stesso tempo, cerca di non ripetere gli stessi errori. Quegli errori che hanno portato Doug a subire una vita di vani sacrifici. Quegli stessi errori che, come Springsteen canterà nella bellissima Long Time Coming (da Devils & Dust del 2005), rischiano spesso di essere tramandati di padre in figlio, quasi che siano peccati originali da espiare di generazione in generazione.

Gli spunti autobiografici

I riferimenti autobiografici in Walk Like A Man non sono solo confermati da tutto quello che si conosce della vita di Springsteen, di quella del vecchio Doug e del rapporto tra loro, ma anche da elementi specifici che l’autore non manca di indicarci nel testo. La Nostra Signora delle Rose della canzone è la chiesa di Santa Rosa di Lima, nei pressi della quale viveva la famiglia Springsteen a Freehold nel New Jersey. Bruce ha poi spesso raccontato di un enorme albero (nella canzone un olmo) che ombreggiava il loro piccolo giardino. E in più di un’occasione lo stesso Bruce ha raccontato di quando la madre accompagnava i suoi figli per mano in chiesa per assistere a una funzione religiosa.

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TRA RITMICHE SINCOPATE E SINTETIZZAZIONE

Walk Like A Man è una ballata semiacustica che Springsteen scrisse alla chitarra acustica, che in effetti è presente in tutta la canzone a reggere la parte ritmica. Lo fa insieme alla batteria di Max Weinberg, che scandisce il tempo con battute costanti sul bordo del rullante, e un particolare gioco di basso e grancassa. Un gioco a cui partecipa anche il charleston, battuto in levare e fondamentale per ottenere una particolare ritmica sincopata. Sul lato della melodia, come in tutto l’album Tunnel Of Love, Springsteen ha accantonato il pianoforte, che fino ad allora era stato lo strumento melodico dominante nel sound della E Street Band. Al suo posto sono subentrate melodie di suoni sintetizzati che invece Springsteen ha prediletto nel sound che ha voluto proporre in quegli anni ‘80 di svolta musicale verso l’elettronica e la sintetizzazione. La voce di Bruce, come spesso in Tunnel Of Love, non si serve di cori o controcanti, ma si presenta nuda e malinconica, in accordo con il motivo lirico che interpreta.

Curiosità

Nonostante Walk Like A Man rappresenti indubbiamente una delle canzoni più significative dell’album, anche per la rilevanza dell’argomento sul rapporto di Springsteen con il padre, è stata suonata dal vivo solo 30 volte e sempre nel corso del Tunnel Of Love Express Tour del 1988 (quindi in poche delle date di quel lunghissimo tour). Sembra quasi che – ma è solo una supposizione – Bruce abbia racchiuso la canzone in un contesto temporale inerente il suo primo matrimonio e l’abbia poi dimenticata in contesti diversi, anche sul versante personale. È però da notare che altre canzoni dell’album hanno subito la stessa sorte.

Tira tu le conclusioni…

  • Conosci Walk Like a Man e l’album Tunnel Of Love di Bruce Springsteen?
  • Questo è il primo album con la E Street Band ai margini. Senti il cambiamento dei suoni rispetto agli album precedenti?
  • Un cantante famoso che si spoglia della sua immagine pubblica e indaga se stesso così profondamente nelle sue canzoni. È una cosa che apprezzi?
  • Il rapporto con il padre. Un elemento centrale anche nel mio romanzo, Coupe DeVille. L’hai già letto? Clicca qui per info (sinossi, recensioni, piattaforma di acquisto).

 

Dario Migliorini

 

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Dario Migliorini

Autore

Mi presento… sono Dario Migliorini, un giovanotto del 1971 nato a Codogno e residente nel Basso Lodigiano. Convivo con Lara, ho una figlia, Elisa, e sono il primo di quattro fratelli. Mi sono laureato in Economia e Commercio, ma ho ereditato dal mio compianto papà Umberto la passione per la scrittura. Lui, oltre a essere uno storico amministratore locale, si era appassionato di storia lodigiana e aveva scritto diversi libri sull’argomento. Io, dopo la sua morte, ho curato la pubblicazione di due biografie: E Sono Solo Un Uomo (che racconta la vita del sacerdote missionario Don Mario Prandini) e Il Re Povero (che ripercorre tutto quello che mio padre ha combinato su questa terra). Dal 2008 presiedo anche un Centro Culturale che mio padre aveva fondato nel 1991 e che ora porta il suo nome

5 Commenti

  1. corrado.colantuoni

    Canzone stupenda tra le mie preferite del boss e, a mio parere, la più bella dell’album…probabilmente segna anche la sua riappacificazione con il padre dopo che per molto tempo ha avuto con lui un rapporto conflittuale come ha ben descritto nella lunga introduzione a “The River” nella versione del live 75/85. Vado ad aggiornare la descrizione del mio video con riferimenti alla tua bella recensione. Un caro saluto a te con riconoscenza per il grande lavoro che fai per noi springstiniani.

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    • Dario Migliorini

      Grazie Corrado per il commento e per le belle parole. Anch’io ritengo Walk Like A Man, se non la più bella, sicuramente tra le più significative dell’album. Nell’articolo ho tentato di far emergere i motivi, tornando alle canzoni che più hanno tracciato nel tempo il rapporto con suo padre. A metà degli anni 80, Doug si ritrovava un figlio famoso in tutto il mondo, grazie a quello che lui aveva semre osteggiato. Un figlio che non aveva mancato di esprimere, anche nelle sue canzoni, oltre che nei suoi speech, il loro difficile rapporto.

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  2. anna maria

    ciao dario, ti ringrazio di avermi fatto conoscere un altro capolavoro!
    sai che io preferisco guardare su youtube i video live, la grandezza di bruce si apprezza solo dal vivo.
    quindi quelli su disco non li cerco mai, e di questa canzone avevo trovato solo quello.
    rispondo alla tua terza domanda.
    certo che apprezzo tantissimo il suo mettere a nudo la sua anima, ma non sono d’accordo sulla tua frase “si spoglia dell’immagine pubblica”
    ecco, con nessun altro artista come con bruce il privato e il pubblico sono perfettamente sovrapponibili. non esiste un’immagine pubblica falsa, artefatta. c’è sempre la sua anima messa a nudo, il suo vissuto nelle sue canzoni.

    è bellissima l’unione di due piani di lettura diversi

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  3. anna maria

    continuo qui. mi è partito il commento. sono di nuovo senza mouse!

    due piani di lettura dicevo e due storie che si intrecciano. il matrimonio, con le sue emozioni ma anche con i suoi mille dubbi, e la consapevolezza di mettere fine alla guerra con il padre. come se solo in quel momento emozionante, mentre aspetta la sposa sull’altare, si rendesse perfettamente conto di essere entrato nel mondo degli adulti, mettendosi nei panni del padre e comprendendo finalmente cosa implica diventare uomini e abbandonare per sempre la spensieratezza della gioventù.

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    • Dario Migliorini

      Cara Anna Maria, sul discorso dell’immagine pubblica hai perfettamente ragione. Il mio intendimento era proprio quello, forse usando il termine “spogliarsi”, ho lasciato intendere che si togliesse il travestimento della rockstar e rimettesse i panni dell’uomo. In realtà sappiamo che non è così, anche se c’era una differenza fondamentale tra l’immagine pubblica di quello che era allora Bruce e quello che era davvero come uomo. Per anni l’abbiamo vissuto come un uomo forte, quasi infallibile, il fratello maggiore tutto d’un pezzo. Da un po’ di tempo invece abbiamo scoperto che in Bruce, già allora e non solo adesso con l’invecchiamento, c’era un lato di spaventosa vulnerabilità che proprio la musica riusciva a mitigare.
      Per ciò che riguarda Walk Like A Man, è l’ennesimo capolavoro narrativo di Bruce. In una canzone relativamente breve, ti fa vedere che arriva all’altare accompagnato da suo padre, emozionato, che gli piange sulla spalla. Poi, mentre vede la sua sposa avanzare lungo la navata centrale, il passato gli corre davanti fin dall’infanzia. Il rapporto con i genitori, l’idea che si era fatto del matrimonio (“saranno mai più felici come quel giorno?”), il fatto di aver scoperto che nel percorso verso l’età adulta ci sono tanti passi che una persona deve imparare a compiere da solo. Ah, Bruce, sei davvero grande.

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